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sweet sweet first love

Risate spensierate echeggiavano nel cortile della scuola, i ragazzi delle quinte del liceo artistico avevano organizzato per chiudere in bellezza il loro tragitto scolastico una “gara di gavettoni”. Elena ne era uscita più fradicia di tutte, i suoi piedi affondavano nelle All-stars bordò, i lunghi capelli bicolore gocciolavano e i vestiti le facevano da seconda pelle; fu solo quando il suo palloncino giallo atterrò sulla testa sbagliata che si accorse di quegl’intensi occhi verdi che da tempo la scrutavano destreggiarsi tra i compagni cercando in vano di scansare i palloncini colorati: Victor un ragazzo sui 21 anni, fingendosi adirato si avvicinò alla ragazza pretendendo le scuse:

<< Mi devi una birra>> le disse, <<magari stasera!>> aggiunse quasi ruggendo e poi sfoderò uno dei sorrisi più disarmante a tratti quasi malizioso e diabolico.

Elena messa alle strette non poté fare altro che accettare l’appuntamento con quello strano ragazzo dai capelli neri a punta e dall’esile corpo.

La serata trascorse piacevole e tranquilla chiacchierando del più e del meno in un locale sgangherato in periferia dove da due ore suonavano ininterrotti i Doors. Sembrava che si conoscessero da tempo e pure era la prima volta che si vedevano in vita loro, Victor aveva una voce profonda, calda e suadente, il suo modo di parlare elegante lasciava Elena completamente incantata.

Da quella sera i ragazzi presero a vedersi sempre più spesso, Victor si dimostrò un innamorato dolce e passionale, le dedicava, poesie, canzoni e scritte sui muri, le faceva  sorprese da rimanere con il fiato sospeso. Quel fuoco caldo ed avvolgente del loro primo amore arrivò lieve ai primi freddi, tra un bacio salato in riva al mare e le note di un chitarra acustica, fino al giorno più romantico dell’anno. Elena ormai si sentiva pronta per il “grande passo”, da alcune settimane avevano deciso di trascorrere un week end nella baita di famiglia di Victor, distante appena un paio di ore di treno da dove abitavano, sarebbe stata la prima di una serie di lune di miele per loro, credeva Elena e lo credeva davvero.

La loro giornata romantica era iniziata nel migliore dei modi,la ragazza aveva ricevuto persino le rose a casa, la colazione a letto e un delizioso paio di orecchini in vetro a forma di cuore.

Ma ciò che l’aveva più stupita era il cd, dove Vic aveva inciso una canzone che aveva scritto, suonato e composto appositamente per lei, un brano struggente, niente di banale ma qualcosa le ricordava vagamente i Nirvana, non che la ragazza lo accusasse di plagio o non apprezzasse ma un orecchio ben allenato non poteva non notare le somiglianze.

La baita, la più lontana ed isolata di una serie di casine in legno tutte identiche, era arroccata sulla cima più alta di una montagna a pochi metri di uno strapiombo che dava su un’ampia vallata illuminata dalle acque azzurre e blu di un ampio specchio d’acqua le cui acque erano perennemente rinnovate da una cascata. Tutto intorno la casa era circondata da alberi grigi e spogli, un panorama da brivido, in senso positivo ovviamente, per raggiungerla avevano percorso un sentiero roccioso e dissestato in un bosco. L’interno era accogliente e romantico, consisteva in una piccola e deliziosa cucina rustica ed una camera da letto con caminetto, poco distante dalla baita era stato costruito una zona relax con sauna ed idromassaggio. Alla ragazza sembra di sognare, non sospettava di che altre meravigliose sorprese aveva in servo per lei il suo bellissimo boy-friend, come non sapeva che 6mesi prima a Victor era stato diagnosticato un male incurabile e degenerativo, proprio ora che la sua band aveva firmato per una major grazie ai suoi testi, alle sue musiche e non a quelle del bassista che si prendeva i meriti, o del cantante che risaltava sul palco come una star consumata. Proprio per questa ragione Victor non voleva morire, aveva consultato diversi medici, anche oltre oceano ma erano tutti dello stesso parere, per cui aveva scelto la strada più oscura, dopo aver passato mesi di ricerca aveva trovato la soluzione che faceva al caso suo: il segreto per la vita eterna: Un vero Sacrificio d’amore puro, per questo in tutti quei mesi si era astenuto anche solo da sfiorare la ragazza.

Man mano che la mezzanotte si avvicinava però diventava sempre più nervoso ed irrequieto, ma quando lei gli si avvicinò cosi pudica ed innocente ma al tempo stesso sensuale, tutta la sua brutale determinazione cadde in mille pezzi, aveva l’amore aveva tutto, poteva morire comunque contento, forse nella sua lunga vita eterna non avrebbe trovato di nuovo la sua anima gemella, la strinse a se e la baciò dolcemente, quasi come se fosse il loro ultimo bacio, le sfilò delicatamente il top del pigiama in raso e l’adagiò sotto di se continuando a baciarla, sfiorando la sua pelle liscia come seta, Elena appena appena tremante si lasciò condurre dalle mani un po’ più esperte di Victor, aprì gli occhi solo un secondo, uno soltanto, per vedere il volto del suo amore e vide qualcosa di scintillante calare su di lei, fece appena in tempo a spostarsi che qualcosa affondò nella sua spalla, Victor ritrasse la lama veloce e di nuovo provò a calarla nel petto del suo amore, ma lei fu più veloce, fulminea scivolò giù dal letto corse verso la porta chiusa, nonostante le sue insistenze non accennò ad aprirsi. <<non scappare, Elena, ti prego, lascia che ti spieghi>> le disse lui con voce rotta messosi in piedi, lei si precipitò verso la finestra e lui cerco di afferrarla, ma ormai l’adrenalina le scorreva in corpo afferrò una sedia e la scaraventò contro il ragazzo che cadde a terra apparentemente privo di sensi e poi sfondò la finestra, del resto se la porta era bloccata dovevano esserlo anche le finestre, corse nel bosco, ma il buio fitto, i ciottoli che le ferivano i piedi nudi, il freddo di febbraio rendevano più complicata al fuga, cadde rovinosamente a terra, sbucciandosi le ginocchia, provò a rialzarsi ma era troppo tardi, lui l’aveva raggiunta e afferrandola per i capelli cercò di ricondurla in casa, inutile fu gridare, erano troppo distante da tutti e da tutto, chi mai avrebbe potuto udirla? L’adagiò su una pietra, una sorta di altare, decorato con scritte e disegni esoterici e la teneva ferma con tutta la sua forza del suo esile corpo.

<< Qualche mese fa mi è stato diagnosticato un male incurabile, non c’erano speranze, mi ero arreso all’idea di morire, almeno, potevo essere sicuro di essere amato e riamato per cui sarei potuto morire serenamente…poi come sai una major ci ha contattato, mosso da una furia cieca ho cercato la soluzione dove altri non avrebbero mai cercato. Forse in un’altra occasione saremmo potuti davvero essere una coppia perfetta e amarci magari per tutta la vita, e mi sarebbe piaciuto anche scoparti almeno una volta ma il sacrificio dev’essere puro, credimi ti ho amata già dal quel giorno fuori la scuola, non sarei mai voluto arrivare a tanto ma devo, sono il cazzo di futuro della musica rock italiana, io devo sopravvivere!!!>> Elena continuava a singhiozzare disperatamente << su amore smetti di piangere e non provare a scappare di nuovo, il sacrificio dev’essere volontario, tu mi ami vero amore?>> e accarezzandola le asciugò le lacrime, mentre nell’altra mano stringeva la lama argentea, <<vero che mi ami?>>, la ragazza annui debolmente, <<allora muori per me>>, Victor impugno il coltello con entrambe le mani pronto a sferrarle il colpo mortale ma qualcosa andò storto, anziché calare il colpo in avanti gli sembro di sprofondare verso il basso….sempre più giù, fino a che per lui fu il buio totale, il suo cranio si era frantumato contro le rocce, era durato tutto tre secondi, con le ultime forze rimaste Elena aveva spinto giù dal dirupo Victor, che troppo accecato non aveva notato la ragazza aveva ripreso a lottare… <<col cazzo che voglio morire per te>> disse lei infine guardano il corpo frantumato del suo amore!

Elena si risvegliò madida di sudore, il telefono sul comodino faceva un caos infernale, in fin dei conti pensò, che fosse una cattiva idea accettare l’appuntamento di uno sconosciuto, spense il telefono e s’infilò sotto la doccia.

Spero che il racconto vi sia piaciuto 😉 inizialmente volevo introdurre il racconto con una premessa ma era troppo troppo intima per cui ho lasciato perdere, volevo solo scusarmi con chi ha prestato il volto di Victor per avergli dato il ruolo del mostro in questo racconto.

xoxo Lux

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Ready for Valentine’s day #1

Queste sono solo alcune delle creazioni a tema create da me in questi anni.
Quest’anno scegliete handmade e fate un regalo carino.

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Trovate tutte le mie creazioni alla pagina facebook: Lux In Tenebris cliccate mi piace, mi raccomando!


tartan resin heart with fabric

Ecco qua finalmente dopo molti mesi d’inattività sono riuscita a mettermi a tavolino e a creare qualcosa di soddisfaccente. Come già accennato qualche post addietro sono davvero soddisfatta dei miei lavori in resina, sopratutto questa volta, infatti non saprei proprio quale annoverare tra le mie creazioni preferite, ne ho molte per cui ho deciso di postare ogni giorno quelle che in assoluto adoro di più. Comincio da quelle che sono nate per ultime e che nonostante siano state fatte in tutta fretta sono venute meravigliosamente bene.

resin with fabric
Realizzato grazie alla scoperta di una nuova tecnica che utilizza la stoffa, in questo caso ho utilizzato un motivo scozzese proveniente da scarti sartoriali, e la resina. Onestamente sono di parte perchè amo lo scozzese, nell’armadio infatti ho abiti tantan in diversi colori :D.

Spero adoriate anche voi questi cuori tartan. xoxo a domani per una nuova creazione Lux


my new handmade resin pendant preview

Togliere i ciondoli che ho creato dalle formine il giorno dopo averli colati negli stampi è come scartare un dono il giorno di natale, mi fa sentire un pò bambina, mi chiedo cosa mi aspetta, se sia venuto bene, se ho ottenuto il risultato sperato, se ho mixato bene i componenti e se la resina si è indurita del tutto, se i brillantini si sono depositati sul fondo o sono rimasti fermi sul retro; è un emozione per me toglierli a fatica dagli stampi e lucidarli, rifinirli fino a che non sono perfetti. Farli partire per destinazioni diverse, per colli, braccia e mani estasiati dalla loro unicità è una gioia e al tempo stesso un dolore, sono un pò le mie creature poichè sono totalmente fatti a mano, vengono fuori dal nulla, prima erano entità separate, magari oggetti reciclati, come ciondoli a cui si è staccato malauguratamente il gancetto, una conchiglia raccolta sulla spiaggia, una foto ingiallita, un articolo di giornale, un pigmento fluorescente ma mixati con la resina bicomponente diventano un oggetto unico e strabiliante.

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Da Sempre i ciondoli realizzati in resina sono quelli che mi danno più soddisfazione, le possibilità sono tante e non c’è limite alla creatività. Spero che i miei ciondoli vi piacciano 🙂
xoxo Lux