Archivi categoria: crochet

The sun rises again – yellow crochet scarf

Era l’anno in cui il colore giallo era insolito e fuori moda ma Anika indossava comunque ogni anno da 5 anni  una sciarpa del colore del sole, non aveva amici, non parlava quasi mai con nessuno, ma nel cortile della scuola era stata notata già dal terzo ginnasio alla comparsa dei primi freddi per quell’accessorio. La indossava fino agl’inizi di primavera, quando i primi raggi solari filtravano piacevolmente caldi e allora solo allora quando portarla diventava insopportabile la riponeva con cura in una scatola infondo all’armadio, c’era chi giurasse di avergliela vista indossare anche ad agosto, le male lingue.

Non se la toglieva  mai in pubblico, nemmeno quando nelle aule della scuola riscaldate dal climatizzatore rendeva la temperatura esasperatamente calda. Nessuno, osava mai chiederle perchè  indossasse sempre quella sciarpa, quella e non un’altra; probabilmente se gliel’avessero chiesto non avrebbe risposto comunque. Fabiana, la sua migliore amica e l’unica a cui lei rivolgesse la parola, sapeva, ma non perchè glielo avesse confidato, solo perchè Fabiana c’era ed aveva visto tutto con i suoi occhi.

Era l’estate di molti anni fa quando una bambina trascinata da una donna venne scaricata davanti alla porta della vecchia Nana, la sua vicina di casa talmente anziana da sembrare già dodici anni fa ultracenternaria; Faby se lo ricordava perchè fu il loro primo incontro, lei giocava in cortile quando questa bambina con un vestitino dismesso e non adatto alla sua età in lacrime veniva abbandonata dalla madre nel portico della vecchia. Anika fu cresciuta dalla nonna, nella più completa austerità ma amata come mai nessun’altra bambina può essere amata dai nonni.  L’anno dei suoi 12 anni, Nana si ammalò, fu allora, nonostante le difficoltà della malattia,che la nonna cominciò a confezionarle una sciarpa gialla, quella che indossava ogni giorno, pur nella sua semplicità non riusciva mai a finirla, diceva che doveva essere perfetta, spesso la disfaceva, alla fine quando fu ultimata l’odore che amanava era quello di creolina dei mobili antichi, misto a caramelle all’anice che la nonna mangiava spesso nonostante i divieti medici. Nana se n’è andò di lì a poco e Anika passò di famiglia affidataria in famiglia, con l’unica consolazione di quel regalo, stretto al collo come conforto…


Dalla casa della nonna Anika portò via solo una vecchia chitarra, rotta e scordata, era della madre: una musicista piena di talento e bellissima con l’unico difetto di aver condotto scelte che l’avevano portata alla più completa rovina; aveva amato l’uomo sbagliato, il padre di Anika, da cui lei aveva preso tutto, i capelli crespi ed il nasone, mentre dei lineamenti sottili e delicati della madre nulla. Era stato un amore intenso ma il destino aveva in serbo per loro una strada tutta in salita, piena di veleno e baratri impossibili da valicare. Dopo essersi fatti del male a vicenda, dopo essersi odiati e finiti innumerevoli volte al pronto soccorso per lesioni domestiche, Marja aveva deciso di interrompere quel legame, disintossicarsi e tornare alla musica, ma non tornò mai a prendere Anika.

Adesso quella bambina tormentata era diventata una donna adulta, dopo il diploma sarebbe partita per cercare tracce della madre e chiederle perchè, perchè tutto quel dolore l’era rimasto così attaccato addosso, perchè nutriva sfiducia assoluta nell’amore, nelle persone. L’avrebbe trovata, si, e ricondotta alla casa della nonna, lì avrebbero potuto tentare di ricostruire una famiglia, di prendersi cura l’uno dell’altra e magari sarebbe potuta andare al college o la madre le avrebbe potuto insegnare a suonare. Avrebbero avuto una vita forse non perfetta ma serena…era l’unica speranza che il cuore di Anika nutriva e niente le avrebbe fatto cambiare idea. Il sole sarebbe risorto di nuovo nelle loro vite

La sciarpa realizzata su libera ispirazione trovato su pintrest è un girocollo chiuso, realizzata all’uncinetto. Per informazioni potete contattarmi in privato.

xoxo Lux